La stanza delle Memorie

[collettiva]

27 gennaio ~ 27 febbraio, 2010

Accademia Ligustica di Belle Arti e Palazzo Ducale, Genova

Opere selezionate nell'ambito del Giorno della Memoria della Shoah [programma della mostra]

VITE SBARRATE

Un occhio.
Rimasto sbarrato dal 12 agosto del 1944.
L'opera nasce appositamente per La stanza delle Memorie; ma una delle componenti del montaggio fotografico (l'occhio) appartiene alla serie di scatti raccolti nel 2008 a Sant'Anna di Stazzema, da me poi animati per confluire nel documentario Una mattina d'agosto (prodotto e trasmesso dalla RAI per La Storia siamo noi).
Gli occhi di una bambola che, abbandonata nel cieco furore della strage nazista, hanno visto benissimo. Hanno visto tutto. Ed ora, ancora sbarrati, raccontano...
Questi occhi diventano gli occhi della bambina che teneva la bambola in mano, ugualmente sbarrati.
Ma lei, la bambina, non ha visto tutto: ha visto solo finché qualcuno, accecato dall'odio verso il diverso, non ha voluto rendere ciechi quegli occhi e quella vita... Occhi sbarrati per la paura, indubbiamente; ma anche per l'incredulità e la non comprensione di tali eventi. Gli adulti possono a malapena comprenderne le sole cause più superficiali; figuriamoci quali motivazioni possa darsi un bambino...
Quelle, le vite vittime di (ogni forma di) persecuzione, sono vite sbarrate. Interrotte violentemente. Ma quand'anche sopravvissute alla persecuzione, restano vite costrette dalle sbarre di una gabbia. Come dimostrano le testimonianze degli unici tre bambini superstiti della strage: tre vite trafitte da sbarre di ricordi...

 

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