OMISSIS

Berlin, 2012

 

Una riflessione sull'omissis...

 

Omissis: espressione latina (abbreviazione di ceteris omissis: omesse le altre cose) usata specialmente nella riproduzione di documenti allo scopo di informare che alcune parole o frasi sono state deliberatamente omesse, perché ritenute non necessarie o non concernenti l'argomento.

 

 

IN STILLE {CONFABULAZIONE}

Berlin, 2012

 

Noi, toccati in quello stesso luogo ed istante...di due epoche diverse.

Da estranei a simbionti; l'una immemore del prima, l'altro del poi.

Mutue stille sussurrano la lingua del ricordo, a colmare lacune di esistenza.

E il solo modo di vivere pienamente è gustare anche la vita altrui.

Noi siamo un'unica, mnemonica persona.

Indissolubilmente...

 

Due vite lontane.
Vengono segnate dal medesimo trauma, che provocherà in ciascuna di esse una diversa forma di amnesia. Nasce così un rapporto simbiotico: l'una riceverà dall'altra, rispettivamente, quel che non può più ricordare e quel che non riesce più ad incamerare. E i loro pensieri confluiranno in un flusso senza soluzione di continuità. Osservate attraverso la lente della memoria, queste vite si (con)fondono in un'unica entità, col passato di una e il futuro dell'altra.
Stille (forse lacrime? di dolore e gioia, così come varia è la vita) di ricordi generano linfa necessaria a condurre un'esistenza equilibrata. E le vie d'acqua (qui confabulacque?) diventano l'indispensabile cordone ombelicale attraverso il quale la linfa è libera di fluire...

 

{Confabulazione: formulazione verbale di falsi e mutevoli ricordi tesa a compensare in buona fede lacune della memoria}

 

 

CULLANDO PAROLE SVANITE

Berlin, 2011

 

Solamente grazie a lei.
Lei: piccola, isola, sola.

Lei e le sue dita di porcellana,
in idioma segreto,
vergano versi di parole svanite.

Lei, in penombra,
culla e custodisce.

Salvando dall'oblìo di chi,
ad ogni addio,
soffia via.

È solamente grazie a lei,
se io ancora respiro...

 

L'opera trae ispirazione da una consuetudine degli indigeni dell'isola di Nuova Guinea, citata nel cartello al termine del video. Da là ho immaginato che una bambina, in clandestina e solitaria resistenza, si opponesse a tale olocausto e decidesse di cambiare il destino assegnato a quelle esistenze. Inventando un alfabeto segreto e mettendo le parole al sicuro tra i versi da lei scritti. Il narratore della poesia è proprio una delle parole salvate...

 

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